Lello Carlino: “Questa salvezza vale tantissimo”

La tensione, la paura e poi la liberazione finale. Lello Carlino, ex presidente dell’Ischia Calcio e oggi main sponsor del club gialloblù, vive la salvezza conquistata contro l’Olbia con le stesse emozioni di chi quella maglia l’ha guidata e sostenuta per anni.
“A una certa età non reggiamo più emozioni di questo tipo”, scherza subito dopo il triplice fischio. “Ho rivisto il 2014, quando vincemmo il campionato, oppure la vittoria della Coppa Italia. Anche questa è una vittoria importante perché, per come si era messa la partita e il campionato, stavamo buttando alle ortiche tutti i sacrifici fatti in questi anni per tenere l’Ischia in Serie D. E non è roba da poco”.Carlino sottolinea il peso specifico di una gara giocata con un’intera stagione in bilico. “Giocarsi tutto in una partita, in 90 minuti, è tanta roba”.
L’ex patron racconta anche il suo personalissimo modo di vivere la sfida, tra tensione e superstizione rigorosamente in stile napoletano. “All’inizio ero in tribuna centrale, poi quando ho visto che le cose non andavano bene mi sono spostato qui, dietro la porta dove attaccava l’Ischia. Mi ricordavo che ai miei tempi facevo sempre così. Guarda caso, appena ho cambiato posto abbiamo fatto due gol”.
Poi l’analisi tecnica della gara, con un passaggio preciso sul momento che ha cambiato l’inerzia della partita. “Abbiamo avuto circa venti minuti nel secondo tempo in cui abbiamo giocato male, poi con l’ingresso di Montanino abbiamo ripreso le redini del gioco a centrocampo ed è stato solo Ischia”.Carlino non nasconde anche un pensiero per l’Olbia. “Dispiace per loro perché è una società amica come la nostra, fanno tanti sacrifici. Però questo è il calcio”.
Il passaggio più sentito, però, è dedicato al pubblico del “Mazzella”, protagonista assoluto della giornata. “La cosa più bella di oggi è stata la tifoseria. Dedico questa vittoria al pubblico perché non è stato solo il dodicesimo uomo, ma il tredicesimo e il quattordicesimo uomo in campo. Hanno cantato per tutti i 90 minuti, anche quando l’Ischia giocava male e perdeva palloni. I ragazzi lo hanno sentito e alla fine hanno tirato fuori il meglio per restare in Serie D”.
Nel finale c’è spazio anche per uno sguardo al futuro e al prossimo campionato, che potrebbe regalare uno storico derby isolano contro il Real Forio neopromosso. “Faccio ancora i complimenti al Forio perché avere due squadre isolane in Serie D credo non sia mai successo. È una vittoria del popolo ischitano e di quello foriano, ma soprattutto del calcio. Lo dico sempre: gli ischitani sanno giocare a calcio”.
Sul proprio futuro accanto all’Ischia Calcio, Carlino lascia aperta la porta. “Il mio supporto ci sarà sempre, poi dipenderà dai programmi e dai progetti della società. Vedremo a breve quali saranno le idee della nuova proprietà”.
Infine il riferimento alle ambizioni del presidente Luigi Lauro e al sogno che continua ad accompagnare la piazza gialloblù. “Credo che Lauro sia molto ambizioso, sia sul progetto stadio che sul progetto calcistico. A me interessa soprattutto il progetto sportivo, perché qui sull’isola vogliamo vedere l’Ischia lottare per vincere e per tornare nei campionati importanti. Il sogno resta quello di riportare questa squadra dove merita”.
Il resto lo raccontano gli occhi lucidi di chi certe emozioni le ha già vissute e continua ancora oggi a sentirle addosso. Perché il calcio a Ischia non è soltanto sport. È memoria, appartenenza e una sofferenza collettiva che, ogni tanto, si trasforma in festa.
Il Dispari